Contenuti per adulti
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te ne stai lì,
appeso al muro a fissare i passi lenti di chi vive questa casa, questa quotidianità.
con le lancette inchiodate a un istante che non esiste più.
Hai smesso di funzionare per paura di sbagliare il secondo.
ti guardo e mi chiedo: se ricominciassi a funzionare, a quale attimo perduto torneresti per ricominciare?
rimani li a fissare il vuoto,
convinto che l'unico modo per non fallire sia non fare nulla.
Ma il tempo è passato lo stesso, lasciandoci qui,
bloccati in un'eterna attesa di un momento "perfetto" che non arriva mai.
E tu?
Abbandonato sul bordo di questo tavolo macchiato,
guardo il tuo riflesso e penso: a cosa servirebbe muoverti?
se ti spostassi di un millimetro, forse rovineresti l'equilibrio di questo angolo;
Chissà dove vorresti essere ora.
Magari vorresti brillare sotto le luci di una cena importante,
o essere utile, sporcarti di zucchero, e fare rumore contro la porcellana.
invece resti fermo, immobile,
nel terrore di riflettere la luce nel modo sbagliato.
Se non avessi avuto così paura di quel piccolo graffio che hai sul fianco,
dimmi, saresti ancora in gioco?
O pensi che un solo errore, una sola macchia,
ti tolga il diritto di stare insieme alle altre posate d'argento?
Accanto alla mia tazzina di caffè, che ormai ha smesso dI fumare,
ci sei tu.
schiacciata dall'ombra della tenda,
come se il mondo intero si fosse dimenticato di farti spazio,
costringendoti a rimpicciolire.
A cosa pensi chiusa nel tuo silenzio perfetto?
Te ne stai lì tutta sola, con i boccoli che ti cadono sulle spalle,
e le ginocchia tirate al petto
incastrata tra le sbarre d'ombra che la tenda disegna sul sofà,
mentre fuori la vita scorre e non aspetta.
Chissà quale altrove vorresti abitare ora.
Forse un posto dove non serve essere impeccabile per meritare uno sguardo.
Ti vedo cosi composta, cosi priva di crepe,
eppure mi sembri stanca di dover restare esattamente dove ti hanno messa.
E se avessi avuto più coraggio?
Se quel giorno avessi deciso di cadere, di scheggiarti,
di scivolare via da questo angolo sicuro ma stretto?
ti chiedo se hai paura di muoverti
perchè temi di non essere all'altezza del pavimento,
o se invece aspetti che qualcuno ti dica che vai bene così, anche se sei ferma.
Ti guardo, piccola cosa solitaria, e vedo il mio riflesso,
mi sento come ti senti tu: un oggetto inanimato che si limita a subire la realtà,
lasciando che il tempo mi scorra addosso senza che io osi opporre resistenza.
E' una paralisi sottile, che non blocca i muscoli,
ma la volontà.
preferisco la polvere al rischio di una macchia,
il silenzio al rischio di una nota stonata.
E così mi scordo di vivere,
diventando parte dell'arredamento di una stanza
in cui non ho più il coraggio di abitare.